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GUIDA TURISTICA

Savoia di Lucania Oggi

Savoia di Lucania Oggi


Al viaggiatore che attraversa la S.S. Basentana, all'uscita della galleria del Marmo, tra il bivio di Balvano e Potenza, l'abitato di Savoia si presenta come un tipico paese medievale, arroccato com'è alla sommità di una cima montuosa. Il paese sorge su uno sperone alla destra del fiume Meandro circondato da asperità appenniniche parallele alle montagne degli Alburni, immerso in un paesaggio, selvaggiamente naturale, suggestivo per bellezza e varietà. Il suo territorio si estende per circa 32 kmq ed è in gran parte ricoperto di boschi di faggi. Si trova ad una quota che va dai 350 ai 1000 metri s.l.m.; le quote più alte si ritrovano nelle zone del Tampone e Macchia Carrara. Il centro abitato ha mantenuto inalterata la sua morfologia originaria e sono chiaramente visibili le architetture dominanti - il castello e la chiesa madre - ad indicarne la gerarchia d'insediamento. Ma il nucleo antico di Savoia non è solo chiesa e castello. Intorno ad essi sono state costruite le abitazioni contadine che si presentano addossate le une alle altre per la particolare asperità del terreno. Uscendo dal borgo, percorrendo i vicoli che scendono verso sud lo sguardo si estende sulla verde valle del Meandro, ove scorre il fiume del paese, il Melandro, molto importante nell'antichità, come dimostrano i reperti rinvenuti e portati a Potenza, non solo per la sua lunghezza ma anche per il suo percorso che creò le basi essenziali nell'epoca preistorica per i contatti economici e sociali con l'interno della regione.Uno degli affluenti del Melandro, il Tuorno, da origine a meravigliosi giochi d'acqua, sei cascate, alcune alte più di 20 metri, che pochi conoscono; inoltre, lungo il suo percorso si può intravedere, immerso nel verde un vecchio mulino ad acqua detto "lu mulniedd", che l'antica sapienza contadina ha fatto giungere fino a noi. Le cascate sono presenti nel bosco del Luceto, situato sulla sponda destra del torrente Tuorno, una meraviglia della natura che si estende su una superficie di circa 70 ettari ad un'altitudine compresa tra i 400 e gli 800 metri s.l.m.. Rappresenta un'area naturalistica di notevole interesse, non solo perché al suo interno si trovano scorci di selvaggia bellezza, come le millenarie stalattiti e stalagmiti, le sorgenti di acqua minerale, di cui anche una sulfurea, ma perché sono presenti numerose varietà arboree come il frassino, l'acero campestre, l'acero napoletano, l'acero fico, l'olmo, il cerro, ecc.; nel sottobosco nascono spontaneamente asparagi, pungitopi, felci, rovi, lamponi, funghi, ciclamini, e squisite fragoline di bosco. Anche la fauna che popola il bosco è molto variegata ed è rappresentata da mammiferi come il cinghiale, la volpe, la donnola, la faina, la lepre, il gatto selvatico; da volatili come la poiana, la gazza, la ghiandaia, il gheppio, l'astore, la taccola. Il bosco del Luceto è oggi un'oasi faunistica le cui risorse naturalistiche ed ambientalistiche dovrebbero essere valorizzate per una maggiore fruibilità turistica. Il turismo in zona è poco sviluppato anche se non mancano le prerogative. In un territorio con bassissima densità demografica - circa 1300 abitanti - con conseguente basso inquinamento di attività antropiche, poche attività industriali e lontano da grandi arterie stradali, è facile poter trovare tante caratteristiche per poter trascorrere momenti di intero relax: qui la natura con la sua bellezza incontaminata e selvaggia per il dominio delle montagne, racchiude una realtà così diversa da quella che siamo abituati a vivere. La cultura contadina e pastorale, che per secoli ha fatto da protagonista, ancora oggi rappresenta una componente importante del paese che ha saputo conservare intatte le tradizioni e soprattutto produrre prodotti sani e genuini. E' un vero paicere sedersi a tavola e gustare i suoi prodotti tipici dal sapore antico come gli antichi pasti a base di salumi, i peperoni "cruschi", i formaggi freschi, le verdure e gli ortaggi sott'olio, i primi piatti a base di pasta fresca, le gradevoli zuppe di legumi, i secondi a base di carne e per finire semplici e gustosi dolci tradizionali. La gente salviana è, come i suoi prodotti semplice, ma anche orgogliosa e ospitale e ancora conserva un patrimonio di tradizioni per lo più legata a riti religiosi, alle feste popolari e all'artigianato.







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